News

Laboratorio di scrittura

Il laboratorio di scrittura creativa settimanale chiude i battenti per l'estate e riaprirà nella seconda metà di ottobre 2010.

Scrivere a Bombacarta

Il laboratorio di scrittura creativa mensile di Bombacarta riprenderà in ottobre 2010.


Da leggere/vedere

CultBook - Storie: 1 puntata!

Guarda la prima puntata del nuovo format di CultBook, la squadra di Francesca Fialdini, Eraldo Affinati, Maria Agostinelli e Stas' è in azione.

Il giardino dei Fizi-Contini

Ecco la puntata di CultBook dedicata al capolavoro di Giorgio Bassani.

Giovanni Testori: In exitu

Guarda la puntata di CultBook dedicata al grande testo teatrale (dimenticato) di Giovanni Testori che scandalizzò molti negli anni '70: In exitu.

CultBook: Diaspora

Guarda il bookrailer di Diaspora, uno splendido libro di Anna Foa dedicato alla rovente (ma anche gloriosa) storia degli ebrei nel '900.

Alain Elkann: L'invidia

Un'intensa puntata CultBook per L'invidia di Alain Elkann.

Intervista a Radio Radicale

Ascolta la chiacchierata con Emilio Targia su Radio Radicale del 18 dicembre '08 su libri e televisione, letteratura e new media, scuole di scrittura, ecc.


Amici in rete


 

 

12 luglio 2010

Un viaggio nel continente interiore

Le vacanze estive sono un traguardo o un inizio? Sono un tempo di distrazione da una quotidianità che per mesi ci ha succhiato il sangue o un tempo di visione di ciò che di essenziale ci serve per continuare il cammino? Non è forse il momento di liberare i canali ostruiti dell'anima e di aprire la strada alla goccia nel fiume che si apre / la strada in mezzo alla pietraia? Questi versi di Bertolt Brecht sottolineano l'esigenza di riattivare un flusso vitale attraverso l'aridità e il pietrisco dell'anima abituata a essere fuori da se stessa, ma come fare, da dove cominciare? Un aiuto potente è possibile trovarlo ne Il continente interiore (Marsilio) di Carlo Ossola, critico letterario e professore dell’Accademia dei Lincei, la cui parola erudita sembra bagnata di rugiada per tanta freschezza e vitalità: 55 “stazioni” per un viaggio verso l’interno di sé che l’autore, medievista di professione, sintetizza nel “te tandem tibi restitue” dell’amico Agostino: restituisciti a te stesso. Sapendo, fin dall'inizio, che il continente interiore “non è il luogo nascosto dell’io”, ma “il cielo interno” in cui ognuno ha la possibilità di giungere a vedere e, quindi, a conoscere il mistero del suo essere nel mondo. Ossola crede nella "memoria sapienziale delle Lettere e delle Scritture" e da essa attinge per invitarci alla pratica di “quell’arte dell’interiorizzazione che trasforma il caos interiore in cosmo e fa dell’uomo un creatore nel senso assoluto della parola” come scriveva Giuseppe Ungaretti sul «Mattino» nel 1927. C'è un "lascito di senso" che vive nell'eredità spirituale, culturale e umana trasmessa dalle generazioni passate ed ecco un mosaico di citazioni incastonate in una riflessione pacata e ardente forgiata dalla coralità delle voci, una comunione di ispirazioni ed esperienze che risponde all’invito del poeta Vittorio Sereni: Con non altri che te / è il colloquio. // […] E qui t’aspetto.

26 marzo 2010

La parola attualissima di Carlo Cassola

Sono trascorsi 50 anni dalla pubblicazione de La ragazza di Bube, il bellissimo romanzo di Carlo Cassola che vinse il Premio Strega nel 1960. L'opera venne stroncata dalla critica di marca ideologica per l'intesità del suo realismo, la freschezza e la semplicità con cui l'autore vedeva (e, quindi, raccontava) la storia d'amore di due ragazzi di campagna, avvelenati dalla terribile miscela di odio e teorie rivoluzionarie che tante vittime ha fatto nel primo dopoguerra. Cassola affermava che i fatti contano più delle idee, sosteneva che la buona letteratura nasce dalla contemplazione della realtà e da una piena partecipazione alla vita, così come si presenta nell'esistenza di ciascuno. I romanzi e i racconti di Cassola reggono nel tempo (non solo La ragazza di Bube ma anche Il taglio del bosco, Il soldato, Un cuore arido e Paura e tristezza) e decisamente attuale è la sua esplicita dichiarazione di fede nella realtà contenuta in questo raro filmato del 1962.


25 gennaio 2010

Fucilateli tutti: le ricerche di Patrick Desbois sulla Shoah per pallottole.

Il 22 giugno 1941 il Terzo Reich invade l'Unione Sovietica e nelle retrovie delle armate lanciate da Hitler alla conquista di Mosca e Stalingrado le Einsatzgruppen di Reinhard Heydrich avviano l'assassinio sistematico degli ebrei. La "soluzione finale" diventa operativa prima ancora che ad Auschwitz inizi lo sterminio su scala industriale attraverso il gas zyklon b. La Shoah nei territori occupati dalla Wermacht durante l'operazione "Barbarossa" avviene attraverso fucilazioni di massa. I tedeschi rastrellano città, villaggi e campagne trascinando gli ebrei dentro boschi e avvallamenti dove vengono costretti a scavare delle fosse, a spogliarsi e ad allinearsi sull'orlo della buca o a sdraiarsi sui cadaveri di coloro che li hanno preceduti: uomini, donne, vecchi e bambini vengono uccisi con un colpo alla testa o con una sventagliata di mitragliatrice.

L'omicidio non è causato dall'automatismo della camera a gas, c'è un rapporto diretto tra l'uomo che preme il grilletto e l'uomo che viene assassinato. Le fucilazioni avvengono in pubblico per giorni interi, c'è chi si limita a guardare e chi collabora indirettamente all'assassinio. Spesso per scavare o ricoprire di terra le fosse, raccogliere i vestiti degli ebrei, strappare i denti d'oro, bruciare i corpi o addirittura pigiare i cadaveri per consentire alla fossa di contenerne un maggior numero, le SS precettano adolescenti del luogo o si servono di prigionieri di guerra. Tra questi c'è il soldato francese Claudius Desbois che molti anni dopo la fine della guerra non trova parole per raccontare a suo nipote Patrick ciò che ha visto nel villaggio ucraino di Rava-Rus'ka. [continua]